Job_0453_0

Il lato rebel di Ikea, intervista a Scott Cooper

12 febbraio 2014

Da Ikea finisce sempre così, ci si va per comprare qualcosa e poi si torna a casa con tutt’altro. Ad esempio io ho un debole per i tessuti, costano poco e le fantasie non sono male. E quindi nel cassetto ne ho una bella e inutile collezione. Quindi per me Bråkig è più che un invito a nozze: si tratta della capsule collection realizzata in collaborazione con ArtRebels, collettivo di artisti controcorrente che fa base a Copenaghen e si associa al festival estivo di musica indie Trailerpark. In effetti Ikea aveva bisogno di un po’ di novità e il risultato, secondo me, è molto interessante. In alcuni casi sono state rivisitate linee già esistenti, in altri – come le sedie – si tratta di assolute novità. Lo stile è scandinavo, colori pastello, patterns geometrici. Ma chi sono questi ArtRebels e cosa c’entra un festival indipendente con Ikea? Ce lo racconta Scott Cooper, uno degli artisti ribelli e digital manager del collettivo.

Raccontaci qualcosa che dovremmo sapere di ArtRebels
La cosa più importante è che ArtRebels è una rete globale di artisti. Il nostro obiettivo è individuare e collaborare con talenti affermati ed emergenti. E mi piace ricordare che quando si acquista su ArtRebels si supportano designer indipendenti.


Job_0097_0

Cosa hanno in comune Ikea e Artrebels? Voglio dire, quando penso a Ikea l’ultimo aggettivo che mi viene in mente è ribelle.
Ikea si è rivolta ad ArtRebels perché siamo diversi, la nostra estetica è cool, giovane, colorata, fresca, ed evoca l’atmosfera del Trailerpark music festival (festival estivo di musica urban, indie, ed elettronica che si svolge in estate a Copenaghen ndr). Abbiamo lanciato l’idea di instillare il nostro stile “rebel” in una edizione limitata di prodotti e li abbiamo intrigati. Volevano qualcosa di nuovo e ribelle e noi eravamo le persone giuste per farlo.
Job_0399

Chi è stato coinvolto nel progetto?
Jasper, che si occupa della galleria V1 qui a Copenaghen, Emilie Guldbrandsen che proviene dall’industria della moda e si interessa di trend, Mette Geisler che ha un background di graphic design, Benjamin Watson come facilitator e Carla Camilla Hjort (ovviamente), CEO di ArtRebels per il suo tocco e stile.

Carla Camilla Hjort  CEO di ArtRebels al lavoro sul progetto Bråkig

Carla Camilla Hjort CEO di ArtRebels al lavoro sul progetto Bråkig

Come è nato il nome Bråkig?
Vuol dire ribelle, o birbante in svedese, Habbiamo pensato che fosse appropriato.

 

Avete mai portato Artrebels in Italia o vi piacerebbe farlo?
Abbiamo un mucchio di artisti italiani nel nostro webshop. Ad esempio: Alina e Mattia sono entrambi artisti italiani che vivono a Copenaghen e con cui lavoriamo su molti progetti diversi. Abbiamo appena fatto un gallery show con Mattia qui alla Urban Outfitters gallery. E promuoviamo anche altri sei artisti che vivono in Italia: Sarah Mazzetti, Valentina Brostean, Ilaria Clari, Fill, Gianfranco Cioffi. Dategli un’occhiata per supportare i vostri artisti locali!
Job_0007

Prossime collaborazioni?
Abbiamo molti progetti in atto, ad esempio un’iniziativa con Ikea Danimarca sul fai-da-te. E in generale la collaborazione con l’azienda andrà avanti quindi tenete gli occhi aperti su progetti simili a Bråkig

La collezione a edizione limitata BRÅKIG è in vendita nei negozi in Italia dal primo di febbraio fino a esaurimento scorte. Sono in vendita tutti i prodotti a eccezione della carta da parati, del piano tavolo e di un set di scatole.

 

Roberta del Vaglio

robertadelvaglio@dailyapple.it