Sanna Pelliccioni: nel mio design, la famiglia contemporanea

Sanna Pelliccioni

Sanna Pelliccioni

17/04/2013

Dalla biologia al design, passando per l’illustrazione infantile: ecco la storia di Sanna Pelliccioni, creativa finlandese che ama raccontare la famiglia, in ogni sua forma.

Qual è la tua formazione e come sei passata dall’illustrazione per l’infanzia all’interior design?
La mia strada verso illustrazioni e design è stata piuttosto lunga… Mi sono laureata in biologia, sono passata al mondo dell’illustrazione cominciando con quella naturalistica, in Italia, dove a quei tempi vivevo con mio marito italiano. Ho fatto corsi di pittura a Bologna e corsi di illustrazione a Macerata più una scuola di grafica in Finlandia. Quando è nato il mio primo figlio ho fatto il primo libro per bambini. Adesso ho illustrato o scritto 20 libri. Mi dispiaceva che le illustrazioni rimanessero solo sulle pagine, volevo vederle anche sui prodotti. Ho cominciato fare design tessile. Ho finito gli studi superiori di design grafico un anno fa a Helsinki, creato la prima collezione di Bombo “La famiglia” e aperto Bombo, la mia ditta di illustrazione e design. Adesso mi occupo di illustrazioni, libri, laboratori per i bambini, design grafico, design tessile e tutte le cose che faccio con Bombo… Uso molti stili diversi, non voglio limitarmi.

Chi sono i tuoi creativi o designer di riferimento?
Per esempio Maija Isola, un artista e designer finlandese di Marimekko e l’architetto Le Corbusier per i suoi colori incredibili. Più tanti nuovi designer con idee fresche che fanno il loro lavoro con gioia e amore per la natura e il mondo.

Che stile ha la tua casa?
Vivo in un paese che è bianco e nero per 6 mesi all’anno e amo i colori e luce. La mia casa è piena di colori, c’è la sedia a dondolo, assomiglia alla casa di mia nonna… Mi ispira lo stile degli anni cinquanta – il suo ottimismo e la sua semplicità. Comunque preferisco ridipingere il tavolo fatto dal mio bisnonno che comprarne uno nuovo e stiloso. Mi interessa molto la storia dell’oggetto. Provo a comprare meno cose possibile, le uniche cose a cui non resisto, sono i “mobile” (non sono solo per bambini!) e ciotole e mattonelle dipinte di vario tipo. Infatti vivo un po’ la contraddizione di creare oggetti nuovi e non voler partecipare al consumismo.

A cosa ti sei ispirata per la collezione Bombo?
Quando l’ho creata nella società finlandese c’era un’onda di razzismo. Con la collezione volevo far riferimento alla  “famiglia” in tutte le sue possibili forme: mamme single, famiglie con due papà, coppie miste, famiglie tradizionali… Volevo partecipare al cambiamento della società verso idee più aperte dove tutte le forme di famiglia o vita sono accettate. Sono sempre ispirata dalla gioia genuina dei bambini e incontri e conversazioni con amici e persone nuove.

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Roberta del Vaglio

robertadelvaglio@dailyapple.it